Universo donna
  • june 2010
    L'ATTIVITÀ FISICA RIDUCE IL RISCHIO DI TUMORE MAMMARIO NELLE DONNE IN MENOPAUSA
  • june 2010
    L'ALLATTAMENTO
  • june 2010
    L'AGNOCASTO È EFFICACE E SICURO NEL TRATTAMENTO DELLA SINDROME PREMESTRUALE
  • june 2010
    LA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA IN MENOPAUSA
  • june 2010
    LO ZENZERO È EFFICACE E SICURO PER LA NAUSEA E IL VOMITO IN GRAVIDANZA
june 2010
L'ATTIVITÀ FISICA RIDUCE IL RISCHIO DI TUMORE MAMMARIO NELLE DONNE IN MENOPAUSA
L'aumento dell'attività fisica è associato alla riduzione del rischio di tumore mammario nelle donne in menopausa. Lo afferma una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Journal of American Medical Association (2003;290:1331-1336). Quanto più è lungo il periodo nel quale si aumenta l'attività fisica, tanto più i benefici sono evidenti. Già a 35 anni le donne che effettuano più movimento manifestano una riduzione del rischio del 14% rispetto alle altre. Non è necessario che tale attività sia intensa. Ad esempio, anche solo una camminata di 15-30 minuti al giorno per 6 giorni alla settimana porta ad una riduzione del rischio del 18%. Il beneficio è sensibile anche nelle donne in sovrappeso, per le quali è noto che il rischio di tumore mammario è aumentato. Uno stimolo in più per usufruire di questa semplice abitudine che porta numerosi miglioramenti nella nostra vita. 


LE ABITUDINI ALIMENTARI SONO IMPORTANTI

È bene ricordare, tuttavia, che il rischio di tumore (ma anche di tutte le altre malattie croniche come il diabete, le artrosi e le artriti autoimmunitarie, l'arteriosclerosi, le allergie e le intolleranze, ecc.) non è determinato da una sola causa, ma da un insieme di fattori che interagiscono tra di loro.
Possiamo ricordare la contaminazione ambientale (oggi sempre più importante), l'inquinamento dell'organismo provocato dall'uso sconsiderato dei farmaci, una alimentazione squilibrata e che comprende prevalentemente cibi poveri di fattori vitali come le vitamine, i sali minerali, la flora batterica.
Tutte le vitamine sono importanti, ma sappiamo che alcune svolgono un ruolo fondamentale nella protezione dell'organismo dalla patologia tumorale: le vitamine A, C ed E.

 
DOVE POSSIAMO TROVARE QUESTE VITAMINE
  • Il betacarotene (precursore della vitamina A): si trova in molti vegetali, soprattutto di color rosso, giallo e arancione. Tra i principali ricordiamo l'arancia, il ribes, i lamponi, le more, i mirtilli, l'acerola, la rosa canina.
  • La vitamina C: è antiemorragica, favorisce l'eliminazione del colesterolo dall'organismo, stimola l'attività del sistema immunitario, neutralizza diversi composti cancerogeni, aiuta la formazione delle ossa e dei denti, accelera la cicatrizzazione delle ferite. E' contenuta in grande abbondanza nell'acerola, nella rosa canina e negli agrumi.
  • La vitamina E: in sinergia con la vitamina A e la vitamina C previene la patologia degenerativa e tumorale. La vitamina E si trova nel germe di grano e nei cereali integrali, nei semi oleosi (cartamo, lino, mandorle...), nei legumi, nel polline.

Dott. Paolo Pigozzi
june 2010
L'ALLATTAMENTO
UNA PER LA MADRE CHE ALLATTA E UNA PER IL BAMBINO ALLATTATO L'ALLATTAMENTO AL SENO PROLUNGATO DIMINUISCE IL RISCHIO DI DIABETE PER LA MADRE
Più a lungo una madre allatta, più il rischio di sviluppare in futuro la malattia diabetica risulta ridotto. Si parla sempre, a proposito dell'allattamento al seno, dei vantaggi che ne derivano al bambino. Molto meno dei benefici per la madre. Fa dunque piacere che sulla rivista scientifica Journal of American Medical Association (2005; 294: 2601-10) sia stata pubblicata questa ricerca. L'allattamento al seno è associato ad un miglior metabolismo degli zuccheri e ad una minore richiesta di insulina, indipendentemente dalle variazioni di peso.


L'ALLATTAMENTO AL SENO RIDUCE NEL BAMBINO IL RISCHIO DI INTOLLERANZA AL GLUTINE

Se al momento dell'introduzione del cibo solido il piccolo è allattato al seno, il rischio di sviluppare la malattia celiaca è significativamente ridotto. Inoltre, maggiore è la durata dell'allattamento al seno, minore è la probabilità che il bambino sviluppi il morbo celiaco. In altre parole, soprattutto nei neonati con una madre allergica o una familiarità per questa patologia, più tardi viene avviato lo svezzamento e meglio è. Probabilmente un allattamento prolungato riduce o semplicemente posticipa il contatto con il glutine. Oppure potrebbe diminuire le infezioni gastrointestinali che, alterando la flora batterica e la mucosa intestinale, fanno sempre aumentare il rischio di intolleranze e di allergie alimentari. (Archives of Diseases of Childhood online, pubblicato il 23/11/2005).


COME AIUTARE LA MAMMA AD ALLATTARE AL SENO

Offrendo un aiuto pratico (concreto, ma discreto) nelle prime settimane dopo il parto per salvaguardare le esigenze di riposo della madre.
Suggerendo e sostenendo l'allattamento a richiesta e non misto.
Preparando o aiutando a preparare pasti ricchi di verdure crude, di frutta fresca, di cereali integrali e di mandorle.
Proponendo integratori naturali ricchi di vitamine, di sali minerali, di acidi grassi essenziali, di sostanze protettive come, ad esempio, Polline, Narosan multivitaminici, olio Nahrin, Apemillo, Acerola.

Dott. Paolo Pigozzi
 
june 2010
L'AGNOCASTO È EFFICACE E SICURO NEL TRATTAMENTO DELLA SINDROME PREMESTRUALE
Il 70% delle donne è in grado di avvertire l'avvicinarsi delle mestruazionI già 4-7 giorni prima del flusso. Infatti le mestruazioni sono spesso precedute da una serie di sintomi che vengono genericamente indicati come sindrome premestruale. Questi disturbi possono consistere in modificazioni dell'umore, maggiore nervosismo, senso di insicurezza, a volte anche difficoltà a concentrarsi. Sul piano fisico si possono presentare un certo aumento di peso (dovuto a ritenzione idrica), un senso di tensione al seno, il mal di schiena, la cefalea, ecc. Il malessere può essere ulteriormente accentuato da una condizione di tensione psicologica. Quest'ultima può anche sfasare la regolarità del ciclo o, talvolta, impedire il verificarsi stesso del flusso mensile.
Uno studio effettuato dall'Accademia delle Scienze di Mosca (i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Maturitas, settembre 2006) ha coinvolto 121 donne che soffrivano di forme lievi e gravi di sindrome premestruale. La somministrazione per tre mesi di estratti di agnocasto ha dimostrato di essere efficace e sicura nel trattamento di questo disturbo molto comune.


L'AGNOCASTO

È sempre stata utilizzato come sedativo e contro le mestruazioni dolorose e difficili. In effetti l'agnocasto contiene principi attivi che rendono più equilibrato l'assetto ormonale femminile. Si può quindi impiegare con vantaggio nelle emorragie mestruali, nei disturbi che precedono e che accompagnano le mestruazioni, nella ritenzione idrica peggiorata dal ciclo mestruale. Non dimentichiamo l'utilità dell'agnocasto anche nei casi di acne e di herpes labiale che si manifestano in concomitanza con le mestruazioni. L'agnocasto è utilissimo anche nell'angoscia, nei cambiamenti di umore, nell'insonnia, nelle vertigini e nei disturbi circolatori (vampate e sudorazioni) che spesso accompagnano la menopausa.


NON DIMENTICATE IL MAGNESIO

Per il nostro organismo il magnesio è indispensabile. Questo minerale è infatti essenziale per l'attivazione di centinaia di reazioni chimiche. Per questo motivo la sua carenza è spesso evidente anche nelle alterazioni del ciclo mestruale e nella sindrome premestruale. Un deficit di magnesio si può manifestare inoltre anche con ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, disturbi del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, ecc. il magnesio si trova nei cereali integrali, nei legumi e nei semi oleosi (noci, mandorle, nocciole). Il germe di grano potrebbe essere considerato come una fonte naturale di magnesio facilmente integrabile nella dieta (2 cucchiaini al giorno).


Dott. Paolo Pigozzi

 
june 2010
LA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA IN MENOPAUSA
La Direzione Generale dei Farmaci del Ministero della Salute nell'ultimo anno ha portato a conclusione una dettagliata revisione basata su studi recenti (Million Women Study, che ha coinvolto per 5 anni oltre un milione di donne inglesi di età compresa tra 50 e 64 anni) per chiarire i benefici e i rischi a lungo termine della terapia ormonale sostitutiva (generalmente oggi somministrata attraverso cerotti). Ecco le conclusioni:
  • La terapia ormonale sostitutiva è utile per il trattamento dei sintomi della menopausa: vampate, sudorazioni, secchezza vaginale... Deve però essere impiegata alla dose minima efficace e per il minor tempo possibile.
  • Il rapporto tra rischio e beneficio non è invece favorevole se è impiegata quale terapia di prima scelta per l'osteoporosi.
  • Nelle donne sane che non hanno disturbi determinati dalla menopausa, la terapia ormonale sostitutiva non va fatta.
Come mai sono state date queste indicazioni piuttosto restrittive all'impiego della terapia ormonale sostitutiva in menopausa?
Perché si è visto che questa terapia aumenta il rischio di cancro al seno, all'utero e alle ovaie in modo proporzionale alla durata del trattamento. Inoltre è stato dimostrato che invece del decantato effetto benefico sulla malattia cardiovascolare, nelle donne che sono sottoposte a questa terapia aumenta il rischio di infarto cardiaco e di trombosi delle vene e perfino di ictus. Come se non bastasse, questa terapia non migliora le funzioni cerebrali e aumenta invece il rischio di demenza negli anziani.
In conclusione, salvo casi limitati, la terapia ormonale sostitutiva è una terapia il cui rischio è sempre maggiore dei benefici attesi. Queste indicazioni del nostro Ministero della Salute confermano che, anche in questo caso, è preferibile scegliere prodotti naturali soprattutto per affrontare un passaggio fisiologico della vita come è appunto la menopausa. Ecco dunque qualche suggerimento:
  • Fin dalla giovinezza, assumete una quantità adeguata di calcio, principalmente con la dieta (cavoli, lenticchie, noci, mandorle, sesamo, alghe marine, spirulina...), ma anche utilizzando integratori naturali (Narosan...).
  • Camminate per 30 minuti possibilmente ogni giorno o almeno 2-3 volte la settimana.
  • Con la dieta ricca di vegetali crudi e, se necessario, con l'assunzione di sali basici controllate l'acidità delle urine.
  • Non consumate troppe proteine animali (specialmente carne e formaggi): eliminano il calcio dall'organismo.
  • Utilizzate con fiducia l'agnocasto, una pianta che agisce positivamente sui più frequenti disagi legati alla menopausa, sia nella sfera emotiva (angoscia, cambiamenti di umore, insonnia...) che nell'ambito circolatorio (vertigini, vampate, sudorazioni...).

Dott. Paolo Pigozzi
june 2010
LO ZENZERO È EFFICACE E SICURO PER LA NAUSEA E IL VOMITO IN GRAVIDANZA
Lo zenzero è sicuro ed efficace per il trattamento di nausea e vomito in gravidanza. Molte donne esitano ad assumere medicinali per questi disturbi per paura di danneggiare il feto e preferiscono rimedi non farmacologici, come ad esempio l'agopuntura o proprio lo zenzero. Nonostante lo zenzero sia impiegato da molti anni per questi disturbi, erano finora pochi i dati scientifici sulla sua sicurezza ed efficacia in gravidanza. E' stato inoltre accertato in questo studio che le capsule sono la formulazione che garantisce una efficacia maggiore. Secondo gli autori di questa ricerca, aver raggiunto la garanzia del fatto che lo zenzero non sia dannoso per il feto e abbia una buona efficacia dovrebbe aiutare a sceglierlo con maggiore fiducia per il trattamento della nausea e del vomito durante la gravidanza. La notizia è pubblicata sulla rivista scientifica American Journal of Obstetrics and Gynecology 2003;189.

Dott. Paolo Pigozzi